Dalla passerella ai binari. E ritorno

Amo i ponti sui fiumi, i vagoni dei treni, le vecchie stazioni. Ancora di più se abbandonati. Come i binari interrotti dell’ex Dogana di Via Valtellina, dove Gucci quest’anno ha scelto di far sfilare la sua collezione primavera/estate 2015. La sfilata più democratica della fashion week, così l’ho definita su facebook, perché, anche chi non era invitato, poteva godersi i tagli sartoriali e qualche tipico imprevisto da backstage con i gomiti appoggiati alle balaustre di ferro che circondano l’antico deposito merci. È quel che ho fatto io, con un gruppetto di fotografi, all’ombra di un cappellino di paglia sotto il sole delle 13, prima di dedicarmi al mio sport preferito: saltare da una traversa all’altra delle rotaie con addosso una gonna a ruota che da sola aveva il potere di attraversare il tempo. E, con i suoi usignoli, anche l’obiettivo della macchina fotografica.

FROM CATWALK TO THE RAILWAY TRACK. AND BACK

I love bridges over rivers, train carriages and old stations. Even more so if they’re abandoned. Like the old railway line at the ex-customs depot in Via Valtellina, chosen by Gucci this year for its SS2015 show. Fashion week’s most democratic show as I called it on Facebook, because even if you weren’t on the guest list, you could still enjoy the tailoring and some typical unexpected backstage action with your elbows on the iron railings that surround the old freight depot. That’s what I did, with a small group of photographers, under the shade of a straw hat in the midday sun, before devoting myself to my favorite sport: jumping from one side of the rails to the other wearing a circle skirt which itself was capable of travelling through time. And, with its nightingales, through the camera lens too.

    1. I wear Les Bohémiens top and skirt, Escu Dama bag, Zara flats

    1. Written by Daniela Zuccotti

      Photo by Marie Paola Bertrand Hillion

      Illustration via thisiscolossal.com, lovethispic.com

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