La fregola della bella addormentata

C’era una volta. Ogni fiaba inizia così, al passato. Forse perché l’imperfetto ha il potete di rendere le cose perfette, come apparivano da bambine. E la stanza, dopo cena, si popolava di elfi, nani, folletti, gnomi e specchi parlanti. Orchi sotto il letto, maghi nell’armadio, regine, principi, streghe e principesse sdraiate sul tappeto. Magiche creature del pensiero. L’eroe che sconfigge il male. Il lieto fine. L’infanzia. Antiche voci che prima di andare a dormire ci leggevano una pagina e quando l’inchiostro finiva inventavano le parole. Sembra di sentirle adesso, accanto all’ombra di un drago disegnato sul muro da una lampada. E, alla fine, l’odore di gelsomino. La faccia tiepida contro la guancia prima dell’ultimo bacio della giornata.

THE SLEEPING BEAUTY FREGOLA

Once upon a time. Fairytales always start like that, in the past. Maybe because the imperfect tense is capable of making everything perfect, like it seemed when we were kids.
And after dark the room was taken over by elves, dwarves, gnomes, pixies and talking mirrors. Monsters under the bed, wizards in the closet, queens, princes, witches and princesses lying on the carpet. Magical creatures of the mind. Heroes who conquer evil. Happy endings. Childhood. Old voices reading us a page before bed and inventing the words when the ink ran out. We can almost hear them now, next to the shadow of a dragon drawn on the wall by a lamp. And at the end, the scent of jasmine. A warm face against your cheek before the last kiss of the day.

     
    1. I wear Cavalli Class

    1. Photo by Luca Cipollone
      Video directed by Williams
      Make-up and hairstylist Federica Bello

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