8 frasi da non dire a San Valentino e 1 mise en place da @tableous

Oggi è San Valentino. E tutto quello che vorremmo è che foste romantici, ci regalaste dei fiori (o un mazzo di grissini al nero di seppia), ci portaste fuori a cena (o apparecchiaste due tartine mortadella, crescenza, cime di rapa e crema di pistacchio su un kimono).

Se è troppo, cercate almeno di non farci arrabbiare.

Come?

Evitate per un giorno di pronunciare le solite frasi da uomini che mandano fuori di testa noi donne.

 

Vediamo.  La classica risposta, accompagnata da sguardo nel vuoto, di quando vi chiediamo di portarci a vedere il film d’amore di turno o di montare la libreria dell’Ikea che giace smontata all’ingresso da mesi. Cosa, precisamente, dovreste vedere? Siete dei sensitivi, dei profeti, dei chiromanti di Brera? Per una volta basterebbe rispondere Ok, lo faccio. E farlo. La partita di tennis, gli amici del calcetto, il tiro con l’arco, inclusa la riunione al Pentagono, possono cavarsela senza di voi questa settimana.

 

Giacchesseiinpiedi. Giacchesseiinpiedi mi prendi il vino, Giacchesseiinpiedi mi passi il telecomando, Giacchesseiinpiedi vai tu a ritirare le camicie in tintoria. Parte di una filosofia di vita più ampia e incallita, il Giacchesseismo viene usato dagli uomini a sproposito. Il più delle volte quando tu sei seduta.

 

Decidi tu. Facile scaricare il barile. Eh no, cari maschi. Interessatevi, informatevi, partecipate, prendete una posizione attiva nella coppia, anche se si trattasse di acquistare un vogatore. Se volevamo condividere la vita con un cartonato, ci portavamo a casa quello di Ryan Gosling esposto al Ducale.

 

Non oggi. E quando allora? Lumedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato o domenica? Noi donne siamo aperte a molte possibilità: sette per la precisione.

 

Dicevi? Quest’implicita, spiacevole, irritante domanda arriva quasi sempre dopo mezzora che tu hai spiegato un’importante questione personale o di coppia. Se per gli uomini equivale a Scusa, non ti ho ascoltato, per noi donne è come l’attentato a Sarajevo: da ora in poi ogni mossa è valida per scatenare una guerra.

 

Stai esagerando. La minima alterazione nella voce di una donna o tre grida sguaiate alla Tarzan vengono affrontate dagli uomini allo stesso modo: “Stai esagerando”. Con il risultato che se prima non eri nervosa poi diventi isterica. E da ragazza affetta da sindrome di Tourette ti trasformi in Jack lo Squartatore.

 

Sei pesante. State forse dicendo che siamo puntigliose, noiose, pressanti, che non ci va bene niente, che critichiamo qualsiasi cosa, che non prendiamo mai nulla alla leggera e ci impuntiamo su ogni minimo particolare quando non ce ne sarebbe bisogno e che ripetiamo sempre le stesse cose?

 

Dividiamo. Piuttosto il divorzio. Non c’è niente di più squallido dell’uomo con i dieci euro in mano che chiede alla propria donna di aggiungere la propria parte. Un uomo non è obbligato a pagare per due, intendiamoci, è bello che anche la donna offra ogni tanto, ma, se decide di tirare fuori il portafogli, che lo faccia e basta. Perché in amore si divide tutto, tranne il conto.

8 THINGS NOT TO SAY ON VALENTINES DAY AND ONE @TABLEOUS TABLE SETTING

Today is Valentine’s Day. And all we want is for you to be romantic, give us flowers (or a bunch of breadsticks with squid ink), take us out for dinner (or even lay out a couple of mortadella, cream cheese, spinach and pistachio cream sandwiches on a kimono).

And if it’s not too much to ask, at least try not to make us angry.

How?

Maybe just for one day avoid saying those usual guy things that really drive us girls mad.

 

We’ll see. The classic reaction, accompanied by a blank look, when we ask you to take us to see a romantic movie or put up the Ikea bookcase that’s been lying round in the hall for months. What exactly do you need to see? What are you psychic, prophets, fortune tellers? For once, couldn’t you just answer Ok I’ll do it. And do it. Your tennis match, five-a-side friends, archery, even your meeting at the Pentagon can survive without you for a week.

 

Whileyou’reup. Whileyou’reup pass the wine, Whileyou’reup pass the remote, Whileyou’reup go and pick up my shirts from the dry cleaners. All part of a deeper and more concerning attitude, inappropriate use of Whileyou’reupisms by guys. Mainly when they’re sitting down.

 

You decide. It’s too easy to pass the buck. Come on boys. Get interested, inquire, get involved, play an active part in the couple, even if it’s just to choose a rowing machine. If we wanted to share our life with a cut-out figure, we would have brought home the one of Ryan Gosling from the movie theatre.

 

Not today. OK so when? Monday, Tuesday, Wednesday, Thursday, Friday, Saturday or Sunday? Us girls are open to numerous possibilities, seven to be exact.

 

What were you saying? This implicit, unpleasant, irritating question usually comes after you’ve been explaining something really important about yourself or your relationship for the last half hour. For guys it means ‘Sorry, I didn’t hear you’, for us girls it’s the equivalent of the Assassination at Sarajevo: from here on, any excuse is good to start all-out war.

 

You’re overreacting. The slightest quiver in a girl’s voice and three Tarzan-style cries generally get the same reaction from guys: “You’re overreacting.” With the result that if before you weren’t tense, you’re now hysterical. And from a girl with Tourette’s you’re soon turning into Jack the Ripper.

 

You’re difficult. So you’re saying we’re picky, fussy, demanding, nothing’s good enough for us, we criticize everything, take everything too seriously and get fixated on every single detail and repeat the same things over and over?

 

Let’s split. I’d rather get a divorce. There’s nothing more awkward than a guy with a ten dollar bill in his hand waiting for the girl to pay their share. Not that men should always pay of course – it’s great for ladies to offer sometimes. But if you do decide to get out your wallet, just do it. Because in love everything should be shared, except the bill.

Kimono: Madame Pauline

Recipe: Chissenefood

    1. Table setting: Madame Pauline vintage kimono

      Recipe: Grissini al nero di seppia, tartine mortadella, crescenza, cime di ripa e crema di pistacchio.

       

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