La fregola del corsetto

Una delle cose più belle della moda è la voglia di giocare, di non prendersi sempre sul serio, di avere la capacità di rovesciare l’irrovesciabile con la destrezza di un mago e i risultati di una formula matematica: tutto torna, sempre. E le fregole sbucano proprio lì dove si gioca. Certo, a volte si lasciano ispirare dai grandi classici, altre cercano il comfort nelle cose quasi banali, dove si è sicure di non sbagliare. Ma il richiamo di ciò che esce dagli schemi è sempre fortissimo, diremo ammaliante. Una sorta di canto delle sirene. Come prendere un corsetto, quello che di solito sta sotto, e portarlo sopra: sopra la camicia, il dolcevita, su su fino al trench che svolazza in questi giorni. Il risultato è stravagante, irriverente eppure geniale, assolutamente unico. E perché no, possiamo usare questa fregola anche stasera, per un travestimento dell’ultimo minuto. Di classe, ovvio. Però sia chiaro: la vogliamo anche domani, dopodomani, anzi per sempre. Mica possiamo limitarla a un solo giorno su trecentosessantacinque!

THE CORSET FREGOLA

One of the best things about fashion is that it gives you the chance to play, not take life too seriously, turn around the unturnaroundable with the dexterity of a magician and the results of a math formula: it all adds up, every time. And you can always find a fregola right there in your games. Sometimes it’s inspired by a classic, others it seeks comfort in everyday basics where you can’t go wrong. But the lure of stepping outside the box is always strong, bewitching even. A kind of mermaid’s song. Like taking a corset that you usually wear under and wearing it over: over your shirt, over your turtleneck, even over that trench coat that’s floating around in these days. The result is quirky, irreverent yet brilliant, totally unique. And why not, we can even use this fregola again tonight, for a last-minute costume. Of the highest class of course. But let’s get one thing clear: we want it tomorrow too, and the next day, actually forever. Why have just one day when you can have three hundred and sixty five!

    1. Written by Martina Antongiovanni

      Photo via buro247.me, style.com, whowhatwear.com, vogue.com

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