La fregola di imparare a cucinare

Potrei recitarvi a memoria le collezioni di Valentino degli ultimi vent’anni; so portare il blu con il nero, il rosa con il fucsia, le righe con gli scacchi; se mi chiedete di caricare una selfie su Instagram a occhi chiusi, faccio anche quello. Ma, mettetemi in cucina con 4 uova e 1 chilo di farina, e quello che vedrete dopo due ore saranno 4 uova e 1 chilo di farina. Oltre a una donna distrutta. Non è che non ami mangiare, anzi. Adoro la cipolla caramellata, la tartare, i formaggi francesi, la pasta fatta in casa, il tortino al cioccolato, i ristoranti stellati. So persino cos’è la reazione di Maillard e il topinambur. (Perché gli ho cercati su internet.) Certo è che l’idea di afferrare una pentola da sola mi manda in confusione. Anzi, la confusione comincia molto prima.

 

1) La spesa. Retaggio di una prima vita da single, sono allergica al carrello. Riempio il cestino fino all’orlo e mentre tengo una bottiglia di latte sotto il braccio mi aggiro tra gli scaffali farfugliando qualcosa tra me e me in cerca di una crema di yogurt o un tubero che tassativamente non trovo.

 

2) Gli ingredienti. Toccare le cose crude, soprattutto la carne, il pollo e il pesce mi fa schifo. E poi mi si rovina la manicure.

 

3) Il fuoco. Ho la stessa confidenza ai fornelli della donna di Neanderthal. Non cucino, cuocio. Così diceva il mio ex. Una volta ho dato fuoco a un cucchiaio di legno per riscaldare due polpette.

 

4) Gli escamotage. Ultimamente finisce che scodello del pesto pronto dalla vaschetta dell’Esselunga al mortaio e poi nascondo la plastica. Insieme ai sensi di colpa.

 

Se vado avanti così, il mio non marito diventerà ex prima che riesca a farmi sposare. Perciò ho deciso di imparare a cucinare. Almeno le basi, insomma, per preparargli una cena decente senza avvelenarlo. Per mantenere una certa leggerezza chiederò aiuto a quei due fighi di Chissenefood: Maurizio e Andrea. Dunque. Piantatela di flirtare con patate e hamburger e correte ad aiutarmi. Titolo della prima lezione: Meno Chanel, più quenelle.

THE LEARN TO COOK FREGOLA

I can recite the last twenty Valentino collections off by heart. I can wear blue with black, pink with hot pink, stripes with checks. Ask me to upload a selfie to Instagram with my eyes closed and I can do that too. But leave me in the kitchen with 4 eggs and 1lb of flour, and when you come back after two hours you’ll find 4 eggs and 1lb of flour. And a broken woman. It’s not that I don’t love eating. I love caramelized onions, steak tartare, French cheeses, homemade pasta, chocolate cake, Michelin starred restaurants. I even know the Maillard reaction on Jerusalem artichokes. (Because I googled it.) But the idea of even picking up a saucepan scares the hell out of me. Well actually, the fear begins even earlier than that.

 

1) Shopping. Thanks to my extensive experience of being single, I’m allergic to shopping trolleys. I fill my basket up to the brim and I wander aimlessly through the aisles with a bottle of milk under my arm, mumbling something to myself, in search of a Greek yogurt or an impossible to find root vegetable.

 

2) Ingredients. Touching raw stuff, especially meat, chicken and fish makes me squeamish. And ruins my manicure.

 

3) The stove. I’m as confident in the kitchen as Neanderthal woman. I don’t cook, I burn. As my ex used to say. I once set fire to a wooden spoon warming up a couple of meatballs.

 

4) The shortcut. Recently I’ve been filling up the mortar with readymade pesto and then hiding the packet. And my guilt pangs.

 

Basically, if carry on like this, my non-husband will become my ex-husband before he even marries me. So I’ve decided to learn to cook. Well at least the basics. Like how to prepare a decent dinner without poisoning him. And to keep things lighthearted I’ve decided to enroll the help of two really cool guys from Chissenefood: Maurizio and Andrea. So. Cut flirting with potatoes and hamburgers and get down here to help me out. The first lesson is entitled: Chissenefregola. A little less Chanel, a little more quenelle.

 

    1. I wear Ultrachic grill pants

      I’m in Silvia Stefini’s Kitchen (1701 Franciacorta)

    1. Written by Daniela Zuccotti

      Photo by Luca Cipollone

       

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