6 strepitose collezioni da uomo che starebbero bene anche a una donna

Il confine fra uomo e donna è sempre più sottile. Nella vita, come nella moda.
La donna assomiglia sempre di più a un principe azzurro con carattere e pantaloni;
l’uomo passa più tempo allo specchio di una liceale al suo primo appuntamento.
Questo non vuole dire che la donna abbia perso la propria femminilità o che l’uomo manchi di virilità. Semplicemente spesso si scambiano i ruoli e lo fanno con molta più naturalezza di quanto non succedeva dieci anni fa.
E allora perché non possono scambiarsi i vestiti?
Ecco, non dico di far mettere a un uomo pizzi, tacchi o crop top, ma vestaglie morbide e crop pants sì. Viceversa, la sensualità di una donna può essere esaltata da un maglione oversize o da una camicia dalle maniche lunghissime molto più che da un tubino succinto.
Questa è la mia opinione.
Ed è in quest’ottica che da Pitti a Milano mi è venuta la fregola di 6 collezioni maschili incredibilmente belle per un uomo che vedrei bene anche su una donna. (Su di me, per esempio.) Taglie discutendo.

 

1) Andrea Pompilio. Non so se si vede dalla foto, ma la camicia con il colletto tagliato al vivo è geniale. Righe che si sovrappongono in verticale e in orizzontale per giacche, camicie, felpe e pantaloni. Strati, come piacciono a me. Un mood da bad boy che ispira le bad girls. In tuttii sensi.

 
2) Miaoran. Il suo minimal ha conquistato subito anche Armani, che quest’anno l’ha fatto sfilare come brand emergente nel suo Teatro. Di lui ho apprezzato i colori-non colori, l’aspetto etereo di tagli e stoffe nelle quali genderless ed eleganza fanno pappa e ciccia.

 
3) Lucio Vanotti. Subito dopo la sfilata (la più bella di Pitti, secondo me) mi è venuta la fregola di tagliare le maniche a un golf. Solo che se lo fa Lucio è Arte, se lo faccio io è un Pasticcio.

 
4) Missoni. Chi è capace di rinnovarsi senza abbandonare le proprie radici ha tutta la mia stima. E le mie fregole. Negli ultimi due anni le collezioni Missoni sono rock ed elegantissime al tempo stesso. In via Festa del Perdono anche quest’anno Missoni ha raccontato una storia di colori e profumi che partiva da terre calde e lontane. Angela, una domanda: me lo regali il golf con gli uccelli (compreso il tizio che lo indossa?)

 
5) Trussardi. La presentazione alla Pinacoteca e il tema delle maschere proposto su felpe e cappotti mi ricordano il singolare spettacolo del McKitrich Hotel di New York “Sleep no more”, durante il quale il pubblico segue gli attori che scappano. Ecco, i pezzi della ss17 non me li farei scappare.

 

6) Gucci. Che dire, quel che tocca Alessandro Michele è oro. Il bomber ricamato lo volevo già l’anno scorso, la vestaglia di quest’anno per lui o lei (non fa differenza) me la sogno di notte, il maglioncino marinaretto con il fazzoletto ricamato mi fa salpare per le vacanze un mese prima.

 

E da Firenze e Milano è tutto. Ci rivediamo con i look.

6 SUPERCOOL MENSWEAR COLLECTIONS THAT WOULD LOOK JUST AS GREAT ON A WOMAN

The boundaries between male and female aren’t so clear cut these days. In life in general as well as in fashion.

Loads of girls are like prince charming with the attitude and the pants to go with it.

And guys often spend longer in front of the mirror than a first grader on her first date.

Which doesn’t mean that girls have lost their femininity or guys their manliness. It’s just that roles are so much more fluid than they were like ten years ago.

So why can’t the same go for clothes?

OK, I’m not saying a guy should wear lace, heels or a crop top, but a soft robe or cropped pants why not. And a girl’s sensuality can often be upped by an oversized sweater or a long sleeved shirt much more than by a skimpy slip-dress.

Well that’s what I think anyway.

And it was with this in mind that the fregola for six incredibly beautiful men’s collections that would look just as good on a woman (like me, for instance) came to me on the trip back from Pitti to Milan. Keeping an open mind on sizing.

 

1) Andrea Pompilio. I don’t know if you can make it out in the picture, but the shirt with the raw-edged collar is pure genius. Vertical and horizontal overlapping stripes for jackets, shirts, sweatshirts and pants. Layers, just like I love. A bad boy mood inspired by the bad girls. In every sense of the word.

 

2) Miaoran. His minimal approach has won over Armani, who let him show as an up-and-coming brand at his Theater this season. Of his stuff I really love the non-color colors and the ethereal feel for cuts and fabrics, where genderless and elegance get along like a house on fire.

3) Lucio Vanotti. Straight after the show (Pitti’s best I’d say) I got a fregola for chopping the sleeves off a sweater. Only that if Lucio does it it’s art, if I do it it’s a mess.

 

4) Missoni. Anyone who can renovate without losing touch with their roots has my absolute respect. And my fregole. Over the past two years, Missoni’s collections have been rock and pure elegance all rolled into one. And in via Festa del Perdono this season Missoni told a story of colors and scents that began life in sultry, faraway lands. Angela, just one question: can I have the bird-sweater (along with the guy modeling it?)

 

5) Trussardi. The presentation at Milan’s Pinacoteca and the masks theme on sweaters and outerwear reminded me of that weird play at the McKittrick Hotel “Sleep No More”, where members of the audience could get up and run after the actors. And I wouldn’t let the SS17 pieces get away.

6) Gucci. What can I say, everything that Alessandro Michele touches turns to gold. I wanted the embroidered bomber jacket last year, I’ve been dreaming of this year’s robe for him or her (whichever), and the sailor sweater with the embroidered handkerchief makes me feel like setting sail for my holidays a month early.

 

So that’s all from Florence and Milan. See you soon with the looks.

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