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#MFW: LE FREGOLE FALL/WINTER 2015 CHE ABBIAMO AMATO DI PIU’

 

Tra una sfilata vista dal vivo, una in streaming e un’altra dal marciapiede è giunto il momento di tirare le somme di questa fashion week milanese.

 

Da un lato, anzi ai lati opposti, gli audaci. Jeremy Scott di qua, Dolce & Gabbana di là. Mentre il primo ha apparecchiato un banchetto di merchandising a base di orsetti e Looney Tunes, gli altri due hanno usato la passerella per lanciare un messaggio di vita: viva la mamma, strappando anche qualche lacrima.

 

A pochi centimetri di distanza, gli avanguardisti. Nati per sperimentare. (O appena nati.)
MSGM ha fatto pulizia: niente stampe quest’anno ma grande lavoro sui tessuti e con i colori-semaforo.
Marni ha scolpito una donna metà guerriera, metà regina.

Stella Jean ha creato un nuovo pout pourri di fiori, gatti, maghi e sapori orientali.

Au jour le jour non ha badato a stampe: quadri, righe, zebre, pitonati in pieno trip anni ’70.

Vivetta ci ha catturato con le strisce.

Roberto Musso: una pioggia di pois.

 

Sulle nuvole, gli inguaribili romantici.

Alberta Ferretti: abiti in sospeso fra presente e passato. Una rinascita che sa di Rinascimento.

Emilio Pucci: fantasie geometriche a lietofine. Si sa, saprebbe addolcire anche un cubo.

Roberto Cavalli: quando passa al lato romantico della forza è imbattibile.

 

I minimalisti. Per riportarci con i piedi per terra.

Trussardi: monocromatico, pelle e stile dalla testa ai piedi.

Philosophy di Lorenzo Serafini: forme ricercate, colori netti. E qualche trasparenza per confondere.

Ports 1961: austero, sofisticato, tutta una questione di sumisura.

 

In fondo o in cima, i fondamentalisti. (Se non esistessero, fondamentalmente non esisterebbe la moda.)
Fendi:
vestiti-palazzo, gonne concettuali in mezzo a un paesaggio di De Chirico.

Prada: dopo l’Uomo Nero è tornata alla Donna Pastello.

Giorgio Armani: una collezione-quadro. Di Chagall.

Gucci: uomini-donne e donne-uomini con adorabili fiocchi al collo e deliziose stringate pon pon. Facciamo finta di non aver visto certe ciabatte-yeti.

 

Risultato: l’anno prossimo andranno il bianco, il verde, il grigio, il rosso, il marrone ma anche i colori pastello. Si porteranno le stampe, le strisce come le tinte unite. Noi abbiamo la fregola dei vestiti ricamati a mammativogliobene quanto la fregola dei mini abiti pret à port bear. Fregole romantiche, fregole laser, fregole artistiche, fregole futuriste, fregole formali, fregole linguistiche, fregole remix. Insomma, siamo alle solite.

 

#MFW: THE FALL/WINTER 2015 FREGOLE WE LOVED MORE

 

From one live runway show, to one watched online, to another on the street, it’s time to do the sums on this Milan fashion week.

 

On one hand, well actually on totally different hands, the audacious. Jeremy Scott here, Dolce & Gabbana there. One laid out a banquet of teddy bears and Looney Tunes merchandising, the others used the runway to launch a message: celebrate moms. And a few tears were shed.

 

A few inches away, the avant-gardes. Born to experiment. (Or only just born.)
MSGM cleaned up: no prints this season but great work on fabrics and with traffic-light colors.
Marni sculpted a woman half warrior, half queen.
Stella Jean mixed up a new pot pourri of flowers, cats, wizards and oriental flavors.
Au jour le jour spared no print: checks, lines, zebra and python in a full on 70s trip.
Vivetta captured us with stripes.
Roberto Musso: a shower of polka dots.

 

In the clouds, the incurable romantics.
Alberta Ferretti: outfits suspended between the past and the present. A Renaissance style rebirth.
Emilio Pucci: happy ever after geometric patterns. Because he could soften up even a cube.
Roberto Cavalli: when he goes from strong to romantic he’s unbeatable.

 

The minimalists. To bring us back down to earth.
Trussardi: monochrome, leather and style from head to toe.
Philosophy di Lorenzo Serafini: refined shapes, sharp colors. And a few transparencies to shake things up a little.
Ports 1961: austere, sophisticated, it’s all a question of madetomeasure.

 

To end, or to begin, the fundamentalists. (Fundamentally if it wasn’t for them fashion wouldn’t even exist)
Fendi: palace-clothes, conceptual skirts amidst a De Chirico landscape.
Prada: after the Black Man it’s time for the Pastel Woman.
Giorgio Armani: an artwork-collection. By Chagall.
Gucci: guy-girls and girl-guys with gorgeous bows round their necks and exquisite pompom laceups. We’ll pretend we didn’t see the yeti-slippers.

 

The Results: next year white, green, gray, red and brown will be on-trend, not forgetting pastels. We’ll be wearing prints, stripes and color block. We’ll have a fregola for clothes embroidered with mommyiloveyou as well as a fregola for pret-à-port-bear mini dresses. Romantic fregole, laser fregole, artistic fregole, futuristic fregole, formal fregole, linguistic fregole, remix fregole. All in all, business as usual.

 

by Daniela Zuccotti

photo via style.com, gettyimage

 

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