La fregola, come la chiamava mia nonna, è bastarda. Nasce per caso, chiacchierando con un’amica, passeggiando in centro, sbirciando una vetrina o visitando un blog. All’inizio t’intriga, travestita da desiderio innocente. Pensi di poterla tenere a bada: che sarà mai? Puoi sbarazzartene quando vuoi. Ma la fregola intanto scava, giù in fondo, fino allo strato deficiente del cervello. A metà strada è già un bisogno impellente. E in poche ore, a volte minuti, si è conficcata nei neuroni come una spina. A quel punto sei spacciata: chissene frega se la cosa che vuoi non ti serve o ti farebbe sforare il tetto della carta di credito (già messo a dura prova da una fregola precedente); che importa se hai già qualcosa di simile a casa; se poi a quella festa non ci andrai; o se questo oggetto lo userai al massimo una volta. Che sia la fregola di un vestito, una scarpa, un invito, una crema anticellulite, una torta, una vacanza, un uomo o un baule vintage, l’importante è soddisfarla oggi. Punto. Come insegna Rossella, domani è un altro giorno.

A fregola, as my Grandma used to call it, is a bitch. It catches you unawares while you’re chatting to a girlfriend, hanging out in town or checking out a cool shop window or blog. At first it seems innocent enough, everyone needs something new sometimes right? You can handle it, you can give it up whenever you want. But the fregola doesn’t surrender, it keeps worming its way into the deepest depths of your brain. Before long it has transformed itself into a fundamental human need. And within a matter of hours, sometimes even minutes, it’s lodged in your head like a bullet. And at that point you know it’s all over. It doesn’t matter that you don’t actually need it, that it will send you over your limit on your credit card (you already were anyway thanks to last week’s fregola), that you already have one, that you’re never actually going to go that party or that you’ll probably only ever wear it once. Be it a dress, a pair of shoes, an invitation, a cellulite cream, a cake, a holiday, a guy, or a piece of furniture, you have to have it. Period. As Scarlett used to say, tomorrow is another day.

Daniela Zuccotti

Founder, editor in Chief

Fashion influencer/copywriter/content creator /magazine contributor per glamour.it, grazia.it, GQItalia.it/mamma. Contemporaneamente laureata in lingue e in scienze dello shopping compulsivo. Sono nata a Milano, ma mia nonna era siciliana. Quando ero piccola, mi diceva che avevo le fregole. Così, da grande, le ho raccolte tutte in un blog: scarpe, borse, vestiti, creme, serie tv e perfino gli uomini. Vi avverto: leggermi ha effetti collaterali sulla carta di credito, però fa bene all'umore.

Fashion influencer/ copywriter/ content creator/ magazine contributor for glamour.it, grazia.it, GQItalia.it/ mom. I have a degree in languages and a Master’s in compulsive shopping. I was born in Milan but my grandma was from Sicily. When I was little she used to say I had the fregole. So now that I’m grown up I write about them: shoes, bags, clothes, cosmetics, tv series and even guys. Warning: reading my blog may seriously damage your bank balance, but will definitely improve your mood.

Martina Antongiovanni

Fashion trends editor

Laureata in Scienze dei Beni Culturali ed Egart, sono appassionata di fotografia, divoro libri e, ovvio, faccio shopping. Mi piace definirmi per contraddizioni: amo il mio guscio ma voglio uscirne; sono una perfettina intrappolata in qualche momento di caos; indecisa cronica, pericolosamente decisa; gentile ma tagliente, mordo e poi do un bacio. Mi tuffo nel passato ma credo nel futuro. E nella metamorfosi. Possiedo più tacchi che borse. Compro, leggo e studio mille riviste di moda ma poi mi avvolgo nello stesso cappotto nero da un anno. Egg shape.

I have a degree in Cultural Heritage and Management, I’m passionate about photography, I devour books and of course, I shop. I like to define myself by contradictions: I love my shell but dream of escaping from it, I’m prim but not always proper, chronically indecisive, dangerously strong, kind but cutting, I’ll bite your head off and then kiss you better. I love delving into the past but absolutely believe in the future. And in transformations. I have more heels than bags. I buy, read and scrutinize thousands of fashion magazines and then end up wearing the same black coat all season. Egg shaped.

Mari Lacedra

Fregole somewhere editor

Unicorn copywriter, laureata in Scienze della Comunicazione, fan di Game of Followers, madre di un paio di Gucci. Le mie scarpe hanno una vita niente male, un paio sono persino state a NY prima di me! Bastarde! (Sì, le ho prestate ad una amica). Panico valigie? Tacchi e Havaianas di default, tutto il resto è shopping a destinazione. Ogni volta che ritorno da un viaggio acquisto sempre quei 5 chili di troppo, ma non sulla bilancia, nel trolley! E me li piango al check-in. Dannazione! Seguitemi, vi porterò Somewhere.

Unicorn copywriter, graduate in Communication Sciences, fan of the Game of Followers, Mother of a pair of Gucci. My shoes have such an enviable life, one pair has even been to NYC before I have! Bitch! (Yep, I lent it to a friend). Packing panic? Heels and Havaianas first, then shopping at the arrival. Every time I return from a trip, I’m always overweight, but not on the scale, in my suitcase!  So I have to pay for 5 pounds extra at the check-in. Damn it! Follow me, I'll bring you Somewhere.

Emma Lanfranchi

Kids editor

Copywriter, mamma, atalantina, e non necessariamente in quest’ordine. Sono nata a Bergamo quasi 40 anni fa (“Quarant’anni tu? Ma figurati!”). Ho seguito prima gli studi classici, poi quelli filosofici, poi pubblicitari. Dopo aver esplorato altre agenzie, nel 2004 sono approdata in McCann Erickson. Di fregole ne ho sempre avute da vendere: Truffaut, Hotel Supramonte, Anish Kapoor, Mad Men, Tiramolla, Carver, Louboutin, Beautiful, favole di Grimm. Ho due bambine, molto fantastiche.

Copywriter, mom, Atalanta supporter, and not necessarily in that order. I was born in Bergamo almost 40 years ago (“You? Forty? No way!”). I studied classical studies, then philosophy, and then advertising. After brief spells in other agencies, in 2004 I landed in McCann Erickson. I’ve always had my fair share of fregole: Truffaut, Hotel Supramonte, Anish Kapoor, Mad Men, tiramolla, Carver, Louboutin, Beautiful, Grimm’s fairy tales. And I have two, very fantastic, little girls

Amanda Jane Atherton

TRANSLATOR

Inglese di nascita e milanese d’adozione. Ho lasciato i cieli piovosi di Londra per la soleggiata Milano non appena ho scoperto che gli italiani lo fanno davvero meglio. Ho la passione per la moda e una fregola per l’inglese perfetto. Quando non corro dietro a quegli scalmanati dei miei due figli, sogno di andare a un ballo indossando un abito di Elie Saab e mi assicuro che la versione inglese di Fregole assomigli a un completo pastello della regina più che a un piatto di maccheroni.

British by birth and Milanese by adoption, Amanda left the rainy skies of London for sunny Milano when she realised that Italians really do do it better. She has a passion for fashion and a Fregola for perfect English. When she's not running around after her two little handfuls, she loves dreaming of all that's bellissimo and making sure that Fregole in English is more Queens than maccheronic.

francesco fallisi

art director, illustrator

Sono nato a Pachino, come i pomodorini, e quando suono la chitarra mi dimentico di vivere lontano dal mare. Amo l’arte in tutte le sue espressioni: dalla tavola alla tela alla tavoletta grafica. Finita l’Accademia sono entrato in pubblicità: art director prima e poi direttore creativo. Dopo aver camminato insieme ai Giganti, ballato con i Lupi e corso vicino ai Leoni, ho deciso di disegnare da capo la mia storia e le storie degli altri. Matita, china, InDesign: non c’è limite all’immaginazione. Figuriamoci alle fregole.

I was born in Pachino, like tomatoes, and sometimes when I'm playing my guitar I forget I don't live near the sea anymore. I love art in all its forms. From paper, to canvas, to computer graphics. When I graduated from art school, I got into advertising: first as an art director and then as a creative director. And after walking with Giants, dancing with Wolves and running with Lions, I decided to rewrite my story and the stories of others. Pencil, ink, InDesign. Imagination has no limits. Just like fregole.

OCHO DURANDO

WEB AGENCY

Il lama è il nostro simbolo. Forse perché la sua vita itinerante, intrisa di un’instancabile curiosità, ispira quotidianamente i nostri progetti. Siamo spiriti liberi, d’indole eclettica, sempre alla ricerca dell’Arte e del Bello. Dove siamo in questo momento, non è dato a sapersi. Di certo in un luogo che attraverso i nostri occhi diventerà bellissimo.

Our symbol is a lama. Maybe because its wandering existence, filled with relentless curiosity, inspires our everyday projects. We are free spirits, eclectic by nature, always in search of Art and Beauty. Where we are right now, you’re not given to know. But it’s definitely somewhere destined to become beautiful through our eyes.